giovedì 13 settembre 2012

zeropuntouno

sono le nove e trentasette di sera e la mia voglia di stare davanti ad uno schermo a schiacciare tasti e comporre frasi di senso compiuto è quasi uguale a meno infinito. certo che però fallire già allo zero punto uno è proprio da pezzi di loser. perciò con un po' di swedish fish,che il mio amico Alan mi ha ficcato in borsa (dopo che gliene ho fregato una mangiata.. sono una droga! manco avessero sto gran gusto..!) , inizierò a pensare di scrivere qualcosa.

QUALCOSA.

no. eravamo ai tre giorni a New York. tre giorni di sightseeing stile americano: camminata di massimo un' ora e rigorosamente per lo shopping - che la versione drive-thru non l' hanno ancora inventata! E questo è da dire: qui è tutto a portata di finestrino. big mac?  soda? farmacia? gelato? banca? cinema? tutto disponibile senza dover alzare il didietro dal comodo sedile in pelle e dover uscire dal microclima polare.
Ebbene Manhattan e tutti i quartieri li ho visti da un finestrino tranne la Statue of Liberty che ce la siamo sparata dallo Shark un motoscafo gestito da un tamarro paura che impennava quando partiva il ritornello di "Party Rock Anthem" (Federice, volevo troppo che fossi con me in quel momento!).
L' ultima notte in hotel è stata circa un after. il "circa" perchè era circa una notte. il mio pullmino per l' aeroporto partiva alle tre e mezza. Quindi fatti i bagagli, di nuovo, giù a fare video con le ragazze belga che urlano in italiano -vabè-
Quindi alle tre e mezza con caffeina endovena si parte. e non avevo controllato la mai faccia. Arrivata al check in il cop che mi ferma e mi controlla come se mi fossi fatta di qualcosa di strano.
Vai col primo volo e con la prima dormita. Atterrata a Denver, Colorado, non avevo la minima idea di dove campeggiare per le cinque ore successive prima del volo per Bakersfield. La risposta era il cartello "free wi-fi" e due sedie libere. Erano anche due sedie libere comode. troppo. così che mi sono addormentata e mi è venuta a raccattare la hostess, che appena ha visto il mio bagaglio a mano l' ha fermato perchè era troppo grande per il posto e quindi andava lanciato nella stiva. Il mio ultimo aereo per un po' ti tempo era infatti una cosa di trentacinque posti e due hostess e l' impressione era quella di volare sulla carta pesta. almeno ho passato il viaggio spiaccicata sul finestrino con i Talking Heads e i Dire Straits sparati nelle cuffie ad osservare il deserto dall' alto. non troppe anime lì, eh. lo chiamano deserto mica per niente!
Arrivata. Ed era un po' come una filastrocca. non so, "La Vispa Teresa" non ci credi nemmeno se la vedi. come "Camilla e l' anno in California". mica mi sembrava ci essere a destinazione. Eppure eccoci. L' aeroporto di Bakersfield è uno sputo. no. una molecola di sputo: due gate e un rullo mignon per i bagagli.
La prima sera sono arrivata a casa della coordinatrice e la stanza era una macchia di rosa, leopardato e zebrato. quasi da sentirmi a casa!
Beh. il deserto è conosciuto per essere abbastanza arido direi. tempo che arrivo?! temporale con tuoni e lampi. evento più unico che raro. e io me lo perdo cadendo in un letargo di 14 ore.

E poi eccomi qui.
Nel frattempo ho visitato la mia vera host family e l' ho cambiata. il blog è uno spazio pubblico quindi non posso proprio scrivere di tutto. fosse poi che c'è almeno la barriera linguistica, ma NO. qui pur di farsi i fatti altrui google translate è l' applicazione must per ogni smartphone. Gli americani sono un po' così, tutto iphone niente moderazione.
Fatto sta che ora vivo con Patti e Joe e si parla spanglish. o meglio, con Joe qualche volta parte la conversazione in spagnolo ma non sopravvive troppo -my fault.

Scuola.
La scuola e gli armadietti e la cafeteria e i prof che non vogliono a tutti costi coglierti in fallo stile domanda trabocchetto della Venturino. Fioccano A e A+ e mi ritrovo a suggerire durante i test ai miei compagni. qui si studia comunque. cioè il metodo di apprendimento è proprio diverso. E' basato più sul disboscamento della Foresta Amazzonica e i milioni di esercizi che sulla memorizzazione di cinquecento pagine dalla poesia cortese di Bertrand de Born fino a Boccaccio.
E la lotta per le lim del giobe? nada. qui ogni classe ha la sua lim, il suo proiettore, scanner, stampanti, una decina di computer, spray sanitario per quando si entra in classe. e pure i clubs hanno soldi e si organizzano un sacco di attività. C'è un teatro enorme e un sacco di scenografie, luci e effetti fumogeni strani. ogni cosa ha lo stemma della scuola e ci sono un sacco di spirit days tipo il giorno in cui devi vestirti con i colori della bandiera, quello in cui devi fingere una frattura o quello in qui devi andare in giro ad incoraggiare la gente.

Ho deciso che per oggi basta. Domani taglione a scuola per andare a Pismo Beach, sull' oceano, per il weekend, a mangiare cupcakes e formaggio grigliato sulle spiagge enormi.
E visto che qui il country va alla grande -io e Joe stiamo diventando dei pro di country dance!- vi sparo la hit della radio!



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