Allora.
il trentuno luglio. no il TRENTA LUGLIO. facciamo che partire dal mio sclero della valigia. tipo che tutti i miei vestiti erano sul letto nella speranza che potessero magicamente comprimersi in un parallelepipedo a rotelle e pesare 20 kg. 20 kg? ad un quarto della roba già sforato. e di brutto. massì allora più o meno le cose essenziali per l' estate, tanto sono nel deserto, nel posto più caldo del pianeta, a che mi serve il mio comodo, bellissimo, indimenticabile, morbido, lanoso, cozy maglione rosso?! nulla. certo, nulla your sister. Ho capito che fuori ci sono quarantasette gradi, ma non è che dentro qualsiasi struttura che sia dotata di quattro pareti ci devi sparare l' aria condizionata e ibernare a 13 gradi OCHEI?! L' aria condizionata no, non l' avevo consi-dera-ta! Ritornando al trenta. giusto per essere abbastanza italiani e aspettare l' ultimo minuto, il bagaglio a mano si va a compare solo il giorno prima nell' ultimo negozio aperto per grazia ricevuta.
E boh. non ero sicura di voler vedere amici prima di partire. cosa si dice prima di salutarsi per un anno intero?

Vabè io ancora non ci credo che non ci vedremo per così tanto tempo, ed è già passato più di un mese. E a distanza di un mese mi mancate sempre di più. Mi mancate perchè qui la gente è diversa, senza attribuire una valutazione che sia positiva o negativa all' aggettivo "diverso". ma qui è proprio tutto diverso. Avere una classe insieme è come essere amici da una vita. e quando dici "puzzi"? pooh, quante volte te l' avrò ripetuto?! (tralasciando il fatto che molte volte ero sincera.. ma anche la tua ascella pezzata è un pezzo di storia) o quante volte, sabri, ti ho detto che "quei punti neri devono sparire?" (evidentemente non troppe!). ecco, qui, spararti pezzacci del genere è un po' come iniziare a scavare la fossa tua, e del tuo amico che starà già spendendo circa 60 bucks al giorno dall' estetista o l' altro amico che va ogni tre giorni da Walmart per comprare un nuovo deodorante -e se pensate che sia un' operazione facile, non avete visto gli scaffali di Walmart: almeno 356 deodoranti con fragranze e colori diversi. cioè un impresa. io sono andata ad occhi chiusi perchè era già passata un' ora e nel mio carrello c'erano solo M&M (e qui ci saranno circa 9 tipi) e un mega tubo di dentifricio che non è nemmeno ancora a metà. Ritornando a noi. o meglio, alla gente di qui. io mi sveglio alle sei, e mi sparo il caffè americano più ristretto e intenso che si possa fare non avendo a disposizione nè una caffettiera, nè una macchinetta della nespresso. mi vesto, faccio colazione, faccio il letto, mi trucco e mi preparo il pranzo al sacco (io nella cafeteria della scuola non ci mangio manco col pranzo offerto da mr ostache -il preside-!) e in tutto questo tempo, contando che devo essere alle sette e trentacinque in classe, in piedi, rivolta verso la bandiera, pronta per il Pledge of Allegiance, e prima devo passare dall' armadietto lottando con la combinazione, NO. non ho tempo di essere come se fossi sul set di Pretty Little Liars con i capelli piastrati, trucco perfetto, lucida labbra fresco e scia di profumo che sia odorabile ad almeno 50 piedi di scia dal mio passaggio. NO. eppure arrivo in classe correndo e sono tutti con l' iphone a messaggiare nella loro mise da telefilm. io devo ancora acquisire questo superpotere. altro che prendere il tredici la mattina praticamente in pantofole e schiacciarsi tra cento anime di gente che non ha la macchina a 15 anni e mezzo e si muove by GTT.
Non so esattamente come sia arrivata qui. è più uno stream of consciousness questo post. i miei pensieri viaggiano troppo veloce e ci sono troppe cose da dire. da scrivere.
TRENTUNO. a-e-ro-por-to.
Mamma con il mio cardigan. lei si abitua velocemente a non avermi attorno, eh! E poi mio zio. sempre il solito. mica quella faccia era solo per la foto. lui è così. Gui. boh. il solito tamarro. mi manchi though. tanto.
e sabri. vabè ora sarai sula pista ciclabile e starai andando a scuola a Houten. e niente. schiacchiati in macchina con la compilation zarra eccoci a Malpensa. mani pinzate nella valigia al check in, portatile, caramelle e ipod sistemati. E non ho mai sperimentato un "ciao" come quello che ci siamo dati.
E poi SBAM. territorio internazionale. ci siamo. duty free, gate. primo volo verso monaco e poi monaco newark. prima sera: outlet immenso in NJ e poi in hotel.
E sto andando veloce. lo ammetto, sono stravaccata sul divano con Joe e Patti e Milo e Maxwell (m&m sono i cani -delle specie di chiwawa cresciuti. niente di somigliante a quei topi saltellanti solo occhi e orecchie. sono carini. e qui è appena iniziato x.factor usa. un bambino di tredici anni che canta granade. no vabè. lo amo.
prometto uno 0.1 - cheerio

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