Qui c'è un po' di storielle da catch-uppare on.
ebbene, il post sulla cosa più americana che possa esistere ovviamente doveva arrivare. homecoming! homecoming sossoldi, tempo, energie ed è la parolabarraargomento del 97% delle conversazioni con un tipico studente -principalmente -essa - americano. homecoming è fancy e in una cittadina di ventisettemilanovecentosedici anime e tanto tempo da perdere è così al top degli eventi mondani della vita di un normale ragazzo/a.
Homecoming game di football è aperto dalla parata del circolo motociclisti barbuti sulle Harley Davidson in giacca di pelle-ovviamente tra quelli il marito sessantenne di mrs Gerard, donna che passa la sua vita su youtube a cercare video di autopsie e cervelli spappolati- che scortano le cheerleaders. Dopo di che, parata di macchine decappottabili vintage tirate a lucido per scortare la Homecoming court , ovvero le dieci seniors votate dal corpo studentesco di cui una sarà eletta reginetta da una giuria. Allora vestite da principesse sfilano per il campo di football sotto braccio col papi e intanto l' altoparlante le annuncia: "Kathrin, vuole vivere in un castello e avere tanti pony e sogna da sempre il tappeto volante". ovviamente son tutti pazzi per questa cosa, e la massima aspirazione è diventare proprio come Kathrin... cioè non vedi come è perfetta?!
hem.
Poi inizia la partita di football. E vi ricordate quando dissi "Ma io vado in California, a chi serve un maglione?!". Ecco, a chi serve UN maglione? io che mi presento versione babbonatale in Alaska con 53 °F (11 °C) e vento ghiacciato. Il fatto è che poi hai anche freddo ma stai zitto perchè sembri un disadattato con ventisette strati in mezzo ad americani in short e magliettine. Le partite di football sono un po' un atto masochista: tre ore su spalti ghiacciati a urlare quando tutti urlano perchè ovviamente dopo tre mesi non sono ancora riuscita a capire bene sto gioco. io pensavo che fosse botte e ssssangue, ma è un gioco dove un' azione dura cinque secondi e si ferma per cinque minuti.
Il giorno dopo c'è il ballo, che inizia alle otto e mezza di sera. quindi rigorosamente sveglia alle otto per andare da parrucchiere&estetista&truccatoree spendere come minimo 500 dollari per sembrare una barbie. senza contare ovviamente il vestito da almeno 100 $ che faccia pan-dan con la cravatta del tuo date (il ragazzo che ti invita) ah, perchè se nessuno ti invita, meglio che non ti presenti altrimenti sarai loser forver.
io mi sveglio a mezzo giorno e poi vado da starbucks con mamma e isadora e ci spariamo un mega frappuccino alla pumpkin spice. arrivate a casa io già che mi lancio sul divano ma NO: mica puoi andare in giro con quei peli! devi farti i capelli! e le sopracciglia... il trucco! a vabè allora mettiamoci al lavoro. In realtà ero partita anche presa bene con una pettinatura strana. passo 1) stirare i capelli. Patti si arma di phon e piastra e spazzole e stiriamo i capelli. passo 2) radunare la metà interiore dei capelli in uno chignon e con un arriccia capelli e della crema per fissaggio immediato procedere ciocca per ciocca per almeno tredici secondi. Ecco. il passo uno andava bene lo stesso. e lì mi son fermata. per non parlare della mia capacità di sintetizzare i video di make-up di quindici minuti in una pratica di tre minuti e mezzo.
a cena si va con amici e a mangiare il sushi ovviamente il pezzo di nigiri che cade e fa splash nella salsa di soia che aggiunge un tocco artistico al vestito. non che mi aspettassi che non mi succedesse niente, eh.
arrivati al ballo, nonchè a scuola, la palestra dove fai educazione fisica tutti i giorni è trasformata in una roba piena di nastri, luci, fiocchi, tulle, colori e soprattutto gente vestita elegante. e la prima cosa da fare dopo essere entrati? andare al guardaroba e lasciare giacca, borse e tacchi. seriamente gente copra scarpe per metterle in coda per entrare in una palestra?! per non parlare del trucco che non noterà mai nessuno e i capelli che sono un disastro dopo circa mezza canzone e tre quarti. e quando mi lamentavo con patti, lei mi fa: "ma la parte divertente dell homecoming sono i preparativi!" stai mica parlando della tortura per cercare il vestito, i tacchi, la pochette, la lotta per fare una qualche pettinatura, il trucco che cola e che si spalma sulla guancia?! eheh you must be kidding me.
in più il dj si era rivelato un vecchietto asiatico che metteva una canzone ballabile e dieci no e questo non aiuta i pali americani che hanno problemi con i passi base destra-chiudo-sinistra-chiudo... e dopo mezz'ora inizi a chiederti: "beh, dov'è il mio mojito?".
per non parlare dei dieci minuti in cui ballano le couples dove gente che è all homecoming con amici si fionda fuori a mangiare brownies e cupcakes e bere dottor pepper.
Tutto ciò finisce alle undici e mezza. e le undici e mezza E' VERAMENTE TARDI. infatti ogni città in california ha un curfew, un coprifuoco, e se sei minore di diciotto per strada dopo le dieci di sera ti arrestano. e i cops sono sempre dappertutto.. inizio a pensare che metà della popolazione qui sia nella polizia locale.
e un dente lo abbiamo tolto con il post sull' americanata del secolo: ne rimangono solo più trentuno.

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