lunedì 19 novembre 2012

S come 6. come Sogni.

Le vacanze di Thanksgiving sono iniziate e prima di pensare al tacchino pieno di stuffing ci sta un po' di sano cazzeggio per riprendersi dalla quotidiana nullafacenza da scuola americana e da primo semestre. Ebbene; nel mio affaticante navigare su inutili siti, Caso, Destino, o chiamatelo come volete, alcuni lo chiamano Dio YouTube, vuole che finisca su un randomissimo video di Benigni. E fatto sta che Dio YouTube ha rivoltato come un pancake in padella il mio cazzeggio e mi ha fatto pensare -fu così che il pancake si bruciò.

Ochei. si sta quasi trasformando in un post rischiosamente serio tipo "Italia paese della resurrezione" o "Italia s'è desta", ma cercherò di mantenermi sulla linea dell' "Italia olleeelleee olllalllaaaaa faccela vedeee faccela toccaaa". infondo qui gli italiani sono considerati più i pagliacci della situazione piuttosto che cervelloni che si portano addosso il peso di Giotto, Brunelleschi, Leonardo... anche perchè Giotto, Brunelleschi, Leonardo gli americani non sanno manco che forma abbiano, quindi non li vedrebbero sugli italiani, ma manco con tutte le monsters e le redbulls in commercio. 
Questo video mi ha fatto capire quanto vorrei starci, in Italia, ma non posso.
Qui in America, la cultura non c'è. l' interesse per il sapere non c'è. l' alcool sotto i ventuno non c'è nemmeno quello (a parte il papi che ti chiede se lo shottino di tequila te lo spari)
Cosa c'è qui? credo l' intraprendenza e persone con le palle. persone che ce l' hanno un sogno e cercano di realizzarlo. (poi il fatto che in America devi avere i soldi per pagare l' ambulanza se stai morendo dissanguato è un' altra storia)
Gli Americani quando devono pensare vanno in crisi, credo che le sinapsi del cervello subiscano una crisi di identità, ma se c'è da FARE allora boh, poche storie, nel fare... fanno. ecco in Italia non facciamo. si parla, si dice, si pensa, si scrive... e poi le cose rimangono così, abbandonate al loro corso naturale di degradazione.
l' American Animal va al ristorante e si prende le patatine fritte porzione XXXL e quello che avanza se lo porta a casa da scaldare nel microonde per colazione, si veste all' ultima moda con i calzoncini corti e le calze di spugna sotto il ginocchio, indossa anelli pacchiani d' oro e diamanti nel mignolo -vabè grande come un wurstel-, spende quattrocento dollari per oscene decorazioni di halloween (sai, perchè non puoi vivere senza la stufetta a forma di zucca cattiva.... it's so cuteee!) e non comprano i libri perchè costano troppo.
Però l' American Animal fa fuzionare quello che fa. Inizi soccer? tutti i giorni allenamento per tre ore. E poi vincono le olimpiadi. Fai le audizioni per uno spettacolo e vieni preso? Tutti i giorni prove e se manchi due volte sei fuori, e poi compagni di high school che ora sono a brodway. A scuola tutto è pratico e per la prima volta anche studiando storia mi sembra di avere qualcosa in mano. 
Qui tutto funziona (lasciando da parte il tritarifiuti, che ovviamente ho scassato facendoci cadere una forchetta)
Qui si può parlare di sogni fuori dal cassetto. 
Sento un po' che l' Italia non cambierà mai. I giovani hanno sempre più occhi appannati e il futuro non arriverà mai. Qui per università cambi stato, ti trasferisci, vai a fare il militare, studi e hai un lavoro, ti sposi a venticinque anni e ogni giorno c'è qualcosa che ti spinge ad andare avanti.
Italia, WAKE UP! Ancora quanti dovranno andarsene via per poter sognare?

lunedì 12 novembre 2012

cinque-homecoming.

premettendo che Camilla spinge al suicidio tutto ciò che possa essere etichettato come tecnologico, cinque inizia con la triste storia di un tentato suicido di un Acer poco più vecchio di un anno e un attacco cardiaco di un triste ipod da 160 GB. L' ipod giace nel giardino del vicino -che ha sempre l' erba più verde-, sempre stesso vicino nerd per il quale il computer ora funzia di nuovo.

Qui c'è un po' di storielle da catch-uppare on.

ebbene, il post sulla cosa più americana che possa esistere ovviamente doveva arrivare. homecoming! homecoming sossoldi, tempo, energie ed è la parolabarraargomento del 97% delle conversazioni con un tipico studente -principalmente -essa - americano. homecoming è fancy e in una cittadina di ventisettemilanovecentosedici anime e tanto tempo da perdere è così al top degli eventi mondani della vita di un normale ragazzo/a.
Homecoming game di football è aperto dalla parata del circolo motociclisti barbuti sulle Harley Davidson in giacca di pelle-ovviamente tra quelli il marito sessantenne di mrs Gerard, donna che passa la sua vita su youtube a cercare video di autopsie e cervelli spappolati- che scortano le cheerleaders. Dopo di che, parata di macchine decappottabili vintage tirate a lucido per scortare la Homecoming court , ovvero le dieci seniors votate dal corpo studentesco di cui una sarà eletta reginetta da una giuria. Allora vestite da principesse sfilano per il campo di football sotto braccio col papi e intanto l' altoparlante le annuncia: "Kathrin, vuole vivere in un castello e avere tanti pony e sogna da sempre il tappeto volante". ovviamente son tutti pazzi per questa cosa, e la massima aspirazione è diventare proprio come Kathrin... cioè non vedi come è perfetta?!
hem.
Poi inizia la partita di football. E vi ricordate quando dissi "Ma io vado in California, a chi serve un maglione?!". Ecco, a chi serve UN maglione? io che mi presento versione babbonatale in Alaska con 53 °F (11 °C) e vento ghiacciato. Il fatto è che poi hai anche freddo ma stai zitto perchè sembri un disadattato con ventisette strati in mezzo ad americani in short e magliettine. Le partite di football sono un po' un atto masochista: tre ore su spalti ghiacciati a urlare quando tutti urlano perchè ovviamente dopo tre mesi non sono ancora riuscita a capire bene sto gioco. io pensavo che fosse botte e ssssangue, ma è un gioco dove un' azione dura cinque secondi e si ferma per cinque minuti.
Il giorno dopo c'è il ballo, che inizia alle otto e mezza di sera. quindi rigorosamente sveglia alle otto per andare da parrucchiere&estetista&truccatoree spendere come minimo 500 dollari per sembrare una barbie. senza contare ovviamente il vestito da almeno 100 $ che faccia pan-dan con la cravatta del tuo date (il ragazzo che ti invita) ah, perchè se nessuno ti invita, meglio che non ti  presenti altrimenti sarai loser forver.
io mi sveglio a mezzo giorno e poi vado da starbucks con mamma e isadora e ci spariamo un mega frappuccino alla pumpkin spice. arrivate a casa io già che mi lancio sul divano ma NO: mica puoi andare in giro con quei peli! devi farti i capelli! e le sopracciglia... il trucco! a vabè allora mettiamoci al lavoro. In realtà ero partita anche presa bene con una pettinatura strana. passo 1) stirare i capelli. Patti si arma di phon e piastra e spazzole e stiriamo i capelli. passo 2) radunare la metà interiore dei capelli in uno chignon e con un arriccia capelli e della crema per fissaggio immediato procedere ciocca per ciocca per almeno tredici secondi. Ecco. il passo uno andava bene lo stesso. e lì mi son fermata. per non parlare della mia capacità di sintetizzare i video di make-up di quindici minuti in una pratica di tre minuti e mezzo.
a cena si va con amici e a mangiare il sushi ovviamente il pezzo di nigiri che cade e fa splash nella salsa di soia che aggiunge un tocco artistico al vestito. non che mi aspettassi che non mi succedesse niente, eh.
arrivati al ballo, nonchè a scuola, la palestra dove fai educazione fisica tutti i giorni è trasformata in una roba piena di nastri, luci, fiocchi, tulle, colori e soprattutto gente vestita elegante. e la prima cosa da fare dopo essere entrati? andare al guardaroba e lasciare giacca, borse e tacchi. seriamente gente copra scarpe per metterle in coda per entrare in una palestra?! per non parlare del trucco che non noterà mai nessuno e i capelli che sono un disastro dopo circa mezza canzone e tre quarti. e quando mi lamentavo con patti, lei mi fa: "ma la parte divertente dell homecoming sono i preparativi!" stai mica parlando della tortura per cercare il vestito, i tacchi, la pochette, la lotta per fare una qualche pettinatura, il trucco che cola e che si spalma sulla guancia?! eheh you must be kidding me.
 in più il dj si era rivelato un vecchietto asiatico che metteva una canzone ballabile e dieci no e questo non aiuta i pali americani che hanno problemi con i passi base destra-chiudo-sinistra-chiudo... e dopo mezz'ora inizi a chiederti: "beh, dov'è il mio mojito?".
per non parlare dei dieci minuti in cui ballano le couples dove gente che è all homecoming con amici si fionda fuori a mangiare brownies e cupcakes e bere dottor pepper.
Tutto ciò finisce alle undici e mezza. e le undici e mezza E' VERAMENTE TARDI. infatti ogni città in california ha un curfew, un coprifuoco, e se sei minore di diciotto per strada dopo le dieci di sera ti arrestano. e i cops sono sempre dappertutto.. inizio a pensare che metà della popolazione qui sia nella polizia locale.
e un dente lo abbiamo tolto con il post sull' americanata del secolo: ne rimangono solo più trentuno.