sabato 13 settembre 2014

undici."UNI-DICI?"

nuovo posto, nuovo post.
guess that this must be the place. 
alla fine finisco sempre per mettermi a scrivere della mia vita in un posto che ha più alta percentuale di terre desolate rispetto ad abitanti. e questa volta si parla di un posto dove ce devo stare per quattro anni e dove quattro sono anche i gradi in media in primavera, mavabè.
in realtà mi sono sentita in dovere di rispolverare questi https (che avreste mai detto che significa qualcosa?! HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer CAZZIEMMAZZIBABBBEEEGRAZIEWIKIPEDIA) ormai abbandonati per una sorta di promessa fatta ad una rompiscatole che non mi ha nemmeno dato il tempo di atterrare in Scot(tex)land che subito mi ha incastrato in un vicolo cieco. 
insomma me ne devo uscire con delle impressioni su sto agglomerato di balle di fieno e campi da golf. per fortuna mi sono state chieste delle IMPRESSIONI -e qui il sole levante di monet mi aiuta- quindi mi sento molto autorizzata a prendere in mano il pennello e provare a macchiare la tela cibernetica con qualche macchia e colore a caso per cercare di restituirvi quella che è solo un' impressione assolutamente poco definita di quelli che sono stati gli ultimi primi giorni nella famigerata St Andrews ma soprattutto solo un' impressione di quello che è la vera vita universitaria.

direi di partire dalle premesse.
la vera prima premessa è che dovevo uscire con almeno novantacinque per entrare in sta università e poi mi ritrovo degli americani che VA-BE. -ma ho già sforato dalle premesse.

la verissima primissima premessa è che la sfiga mi perseguita. il giorno prima di partire easyjet chiama tranquillamente: "il suo volo è stato cancellato". opzione uno: primo volo disponibile lunedì, immatricolazione sabato OPZIONE UNO SCARTATA. passiamo all'opzione due: cambiare compagnia aerea e farsi rimborsare il volo (si perchè easyjet è stata così accurata nella scelta di cancellare i voli per gli scioperi in Italia che ha deciso di toglieri OVUNQUE IN ITALIA, gra.zie.). sarebbe stato anche ragionevole se un qualsiasi altro volo non fosse costato 300 euro in più + unici bagagli disponibili da 15 kg e i miei erano già tutti da 20 kg -in teoria...- con tutti i vestiti in buste da insaccati sottovuoto. OPZIONE DUE SCARTATA. opzione tre: treno torino-parigi-londra-edimburgo-MASTIAMOSCHERZANDODOVREIGIàESSERESULTRENOAQUASTORA?!? opzione quattro: un santo volo da nizza. e un santo padre che alle quattro di mattina mi ha portata in Francia con una piccola pausetta in un bar che era meglio tenersela.

primapremessa.1 è che alla sfiga segue la bilancia di rotta (legge imprescindibile numero uno in aeroporto) infatti venti chili esatti a casa non sono mai venti chili esatti al check-in. ma sono venti più SETTE CHILI che la tizia di easy jet alle nove di mattina -credetemi mi sembrava fosse già passato un giorno e mezzo da quando avevo lasciato casa- ti fa togliere e ti fa mettere nel bagaglio a mano/addosso/nel reggiseno/tra l'phone e la case del telefono/sotto le suole delle scarpe  -per il resto dei consigli su come spargere chili nello spazio vedi il sito COMEVIAGGIARESCOMODI.COM-
fatto sta che anche i bagagli a mano erano troppi e quindi come al solito mi trovo a contrattare con la security e sorridere all imbarco stile mentadent 

direi che con le premesse potremmo essere a posto. a parte viaggio con bambini che urlano ma è un evergreen.

poi direi di saltare la parte del taxista che bestemmia in scozzese -o turco- perchè una capra gli attraversa la strada e rischiamo di finire nei campi 

insomma. arrivo alla mia hall due borsettine da 20 grammi di pvada -proprio- e mi avvio con leggerezza verso la mia stanza. ECCO NO. tre valige da venti chili, computer, macchina foto, cuffie, giacca. cappello. "ah... THIRD FLOOR ha detto?!". il bello è che arrivati al terzo piano con tutto l' ambaradan mica ti dicono che c'è una serie infinita di corridoi e bivii e porte da aprire e chiudere (con mani che non hai libere). beh bella. arrivati in camera la reazione è stata forse quella di vedere la tua maglia di cashmere preferita pisciata dal tuo gatto. cioè era la tua maglia preferita cazzo. però non puoi neanche uccidere il tuo gatto. insomma ti devi procurare una bella maglia nuova sempre calda e accogliente e ci puoi anche provare a far stare il gatto vecchio ma comunque affettuoso. (machecazzodiparagonevabè)
passiamo al momento in cui:

Camilla a spasso per St. Andrews ft. l' unico insufficiente di Camilla alle medie è stato in orienteering con la mappa.
diciamo che potrei avere allungato di qualche miglia la semplicissima dritta corta strada per arrivare al centro città -ammettendo che effettivamente ne esista uno-
arrivo da TESCO con una lista della spesa ben precisa:
-lenzuola
-piumino
-cuscini
-asciugamani
-beni di prima necessità 
-porta tazza del tè rosa con i peli
Sono uscita da Tesco con:
-Bacardi
-Merlot (???????)
-Budweiser
-Coppette per Beerpong

Solo questo può dare una vera impressione di quella che si chiama Freshers Week, ovvero la settimana dei primini -traduzione sfigata non ufficiale e assolutamente orribile
ovvero: qualsiasi cosa utile è scoparsa dalla vista dell' umanità e tutte le attività organizzate DALL' UNIVERSITA' sono feste, discoteca, alcool.

La Scozia mi ha poi fatto un altro bellissimo regalo nel mio ritorno a casa: il diluvio universale.
Tesco-Casa = nubifragio = Camilla che non avendo trovato in tutta la città UN SINGOLO ASCIUGAMANO si mummifica di carta igienica.
per fortuna per la modica cifra di quaranta paunds la scuola mi ha gentilmente regalato delle lenzuola e dei cuscini che in confronto quelli delle molinette sono della villa della regina. 

Per il resto la settimana è stata una ricerca disperata di cose per la stanza, tra cui posters di buddha e klimt attaccati illegalmente sui muri e incensi accesi a sgamo.
ah ecco. questo mi fa venire in mente: se mai faceste una festa in una camera dove c'è un rilevatore di fumo, ricordatevi di dire agli invitati -possibilmente ancora sobri- di non cercare di staccare il rilevatore. perchè questo potrebbe far correre il personale nella stanza urlando AL FUOCO. che potrebbe vedere i poster attaccati illegalmente. ma soprattutto CHE POTREBBE FARVI STACCARE LA BANDIERA AMERICANA DALLA PARETE PERCHE' CONSIDERATA OFFENSIVA.
tutto per un po' di alcool.

Tra l' altro è anche una settimana che io sono ancora senza pentole -altre tra le tante cose che in una piccola cittadina universitaria non riesci a trovare. santo microonde e santi ristorantini con sconti per studenti.

Sicuramente ho saltato un sacco di cose tipo la presentazione della facoltà stile harrypotter con gente che canta canzoni del 1400 e gente in kilt che zampogna in giro ma arriverà nelle prossime puntate, promised.

PS: se qualcuno ha delle pentole in più e una civetta più efficiente della Royal Mail mi faccia un fischio