martedì 12 marzo 2013

n'uovo nove

ochei allora qui c'è un sacco da ketch-uppare! il fatto è che qui la vita è diventata tutta un po' un' abitudine e in una small town di quattro anime e dieci fastfood e trecentomila kilometri di deserto non può accadere nulla di veramente sconvolgente (a parte la figlia del cugino dell' amico della fidanzata del ragazzo che frigge le patatine da Mc Donald dalle 4 alle 8 di mattina che è rimasta incinta). A proposito di questo ultimo hot topic, ovvero di pregnant women, l' altro giorno sono andata ad una baby shower, ovvero una festa per un bambino. sì, un bambino ancora nella pancia. Si dev' essere divertito abbestia sta creatura. ma a parte questo, la mamma ha un anno in meno di me. In pratica mi sono presentata a sta festa aiutando mia mamma, che la organizzava, e mi trovo la mia compagna di US History di qualche mese fa che aveva smesso di andare a scuola, con un gonfiabile al posto della pancia. Ma vabè. la festa era ad un ristorante tutto decorato con cose con bebè e fiocchetti e animaletti, i giochi erano tutti fiocchetti e animaletti e avevano premi. E i partecipanti erano tutti over 50. per non parlare di come erano tutti impegnati quando la bisnonna di 89 anni doveva mimare il pannolino e tutti dovevano indovinare.

-Questo paragrafo l' avevo scritto a fine Gennaio e non ho mai finito il post. Ora, svaccata sul divano da vera americana, direi che è arrivato il momento di scrivere un po' cosa succede qui attorno.-

Comunque, a parte sconvolgenti novità come queste, ormai tutto è un abitudine: la sveglia, la scuola, i crediti, test a crocette, scantrons, teatro, l' inglese, la palestra, deserto, niente tredici o cinque o GTT, niente Gioberti, cielo grande, stelle tutte le sere, Fahrenheit e non Celsius, inches e yards e non centimetri e metri, pounds e non chili, walmart e Stater Bros non Carrefour. Carrefour.. mi ero anche dimenticata della sua esistenza. come pensare al Carrfour quando qui alle undici di sera esci in pigiama e ciabatte, prendi la macchina con una tua amica, spari la musica, prendi una "pizza" (eh, quella non l' ho dimenticata, altro che il mattone americano) e vai da Walmart sparandoti scaffali di make up per almeno mezz'oretta per poi comprare le sour straws (le  caramelle più plasticose e industriali dopo le Red Vines) e i nuovi tipi di OREO con triplo strato di crema che non puoi assolutamente non assaggiare.
E tre l' altro mancano TRE MESI. Questa è la cosa che mi terrorizza di più. Qui la vita è estremamente più semplice sotto tutti i punti di vista: la scuola ha sei ore, sì, ma con sei minuti di pausa dopo ogni period, e una pausa pranzo di un ora, dove la gente guida e va ovunque. già tutti guidano. e poi a scuola si fanno test tutti i giorni, a crocette e corretti dal computer, il libretto dei voti è online ed aggiornato ogni ora dai professori ed è tutto a percentuali (non tipo "e direi che tu sei da sette più.. e tu da otto meno meno". cioè no ma seri?! siamo nel 2013.); si studia con power points e video e appunti, si fanno progetti e ricerche. E poi la vita è più facile a casa: dal garage in ogni singola casa senza impazzire e lottare per un parcheggio largo mezzo metro, fino all' asciugatrice. Andare da Walmart (vabè, quasi che sto post lo dovrei chiamare "Walmart" o "Camilla e il adorazione di Walmart", ma vi giuro. è fantastico) e trovare tutto quello di qui si ha bisogno e soprattutto quello di cui non si ha bisogno, senza dover girare nove negozietti e non essere nemmeno soddisfatti. La politica è anche più facile, così che sai esattamente cosa votare, cosa seguire, cosa suopportare: Obama o Romney, non PD, PDL, SEL, CD, LIE, PP, LN, SC, UDC,M5S, MAIE, USEI  e mille altri partiti. Trovare un lavoro è più facile. Guidare è più facile; altro che mille rotonde, semafori, code e traffico, parcheggio e multe. Realizzare i sogni è più facile.
Stando qui mi sono resa conto di quanto siamo indietro in Italia. Le scuole sono come le ricordano i nostri genitori, nemmeno ritinteggiate e basate solo sulla cultura. si perchè in America nessuno avrà sta grande cultura, ma qui tutti sanno FARE: a quattordici anni, gente che fa lo stage manager, disegna le luci per gli spettacoli, lavora con costumisti, gente che cuce, gente che balla, gente che canta; persone che ottengono borse di studio giocando a football, basket o baseball, gente che ripara le macchine e gente che costruisce pezzi di computer. Tutto al liceo. Perchè sì, magari io so anche di Platone, Aristotele, Dante e Petrarca, ma cosa so fare io?! con una cultura e non con due gambe. la domanda è: sappiamo andare da qualche parte? Più ci penso è più mi sembra che l' Italia non ce la farà mai ad andare avanti. L' Italia e gli Italiani. un paese di un popolo che parla e discute e non conclude mai nulla.
A scuola c'è chi parla di college, chi ha la borsa di studio, chi tra poco si trasferirà, chi si sposa nell' estate, chi ha trovato un lavoro, chi andrà ad X-Factor, e chi si prende l' anno sabbatico per fumare maria con gli amici. E poi ci sono io. Io che devo tornare a Malinconia, dove ci sono, sperando in bene, solo le mie radici. Dove mi aspetta ancora un anno di liceo nonostante io qui mi diplomi. Dove però ancora qualcuno che mi aspetta c'è.


E alla fine perchè no Elvis? sta canzone mi si è ficcata nel cervello a furia di cantarla per il musical di primavera. Ed ha proprio un bel testo che calza a pennello, o that fits the bill.


There must be lights burning brighter somewhere 

Got to be birds flying higher in a sky more blue 
If I can dream of a better land 
Where all my brothers walk hand in hand 
Tell me why, oh why, oh why can't my dream come true