Arrivati a Glendora, una città a tipo 30 km da Los Angeles, andiamo in sta scuola in collina. Era enorme e tutta splendida-splendente, tutti giacche coordinate ai colori della scuola con stemmi e robe troppo americane per essere vere. e poi vabè chi se ne frega, io dovevo solo andare in bagno. e se devi fare la pipì e sei una lady, quella non è la scuola in cui ti vorresti trovare: arrivata davanti alla Restroom (che da buona europea continuo a chiamare toilet e tutti mi guardano come se fossi una vittima di guerra del Vietnam), ecco, no, non ero arrivata alla restroom, perchè non ci potevo arrivare con le novanta bionde piastrate davanti a me. E quando la vescica chiama, non c'è insegna che tenga: in tre secondi dritta verso la scritta Gentlemen. STO PONY che aspetto mezz' ora che Ashley, Mary, Shannon, Katrin, Jessica & MARAIAH si sistemino il trucco! Ed era pure vuoto il bagno degli uomini. Appena ci sediamo sul muretto, aspettando il nostro programma della giornata, pensi "vabè dai, ora mi rilasso tre secondi". no. non è vero. perchè neanche il tempo di sederti che senti i tuoi compagni che urlano "ANDIAMO A STRINGERE AMICIZIAA! ALL' ARREMBAGGIOO!" f*** allora mettiti a spiegare la tua vita in tre secondi ad ogni personaggio che vedi davanti a te. nove e dieci. ora di andare nella palestra. vabè dai ora sugli spalti... e invece no. tutti in cerchio a ballare e cantare Ride a Pony. FICHISSIMO. tutto shake e side to side. tutto un po' da vilaggio turistico però prende un sacco, soprattutto il Jig-a-low -e quando lo hanno urlato chi capiva "jig-a-low"?! per me era "gigolò". e dai drama club ci si può aspettare di tutto. E la cosa rassicurante è che l' ho scoperto cinque minuti fa, perchè ho detto "mah, magari non è gigolò il nome della canzone, meglio googlare". eh ma dai. bello scoprire di aver urlato parole a caso per un ora intera in una palestra!-.
Arriviamo al punto. la prima cosa che si può pensare con leadership e conference è una grande sala, una persona ottantenne che parla monotono per tre ore e mezza e una audience quasi in coma che sfoggia doti artistiche di ghirigori sui notebook. situazione ordinaria in italia quando si parla di conferenza. fatto sta che arrivo in sta classe, mi siedo ad uno di quei banchetti da telefilm dove sedia e tavolino sono un tutt'uno (qui a scuola i banchi sono tutti così. io li odio. ci puoi entrare da una sola parte e io ovviamente mi ritrovo sempre dalla parte opposta e mentre tutti sono seduti, io sono ancora lì a circumnavigare il tavolino.), aspetto che arrivi il prof p chi per esso e si presenta un sedicenne. what the..?! Sì. tutta la giornata è stata così. parlare e imparare da gente anche più piccola ma con più esperienza. ammettiamolo, noi italiani siamo tutti un po' viziati, andiamo a scuola e ci lamentiamo che non abbiamo soldi e aspettiamo che ci piovano dal cielo; qui non hai soldi, vai per strada a lavare le macchine o vendi cupcakes o ti fai pagare per dare fastidio alla gente. Qui funziona che se qualcosa non va, l' aggiusti. Probabilmente se parli del dualismo dell' uomo per Platone o della concezione mutevole dello spazio di Leonardo inizierebbero a sorridere ed annuire e pensare a ciambelle fritte e zuccherate; ma quando il drama club deve andare fuori città mica si dà la colpa ad Obama e nemmeno si va da mumy and daddy.. giù pesanti di fundraising! Evabbè ora però sta cosa sta diventando troppo seria, e poi mi deprimo. No ma prima di finire le cose serie: fettuccine alfredo. COS'E'?!?!? spiegaglielo che non è niente di italiano quella cosa bianca, scotta, molliccia. e boh. questo era un quattro quasi serio. e penso che posso anche finire con Summer Nights perchè ho appena preso un sacco di vestiti vintage molto Grease in una di quelle case dove vendono tutto anche i pezzi di tappezzeria e mettono tutto nel giardino di fronte a casa. come in Toy Story quando vendono Woody. credo.
pace e amore, lazy Italians!
Arriviamo al punto. la prima cosa che si può pensare con leadership e conference è una grande sala, una persona ottantenne che parla monotono per tre ore e mezza e una audience quasi in coma che sfoggia doti artistiche di ghirigori sui notebook. situazione ordinaria in italia quando si parla di conferenza. fatto sta che arrivo in sta classe, mi siedo ad uno di quei banchetti da telefilm dove sedia e tavolino sono un tutt'uno (qui a scuola i banchi sono tutti così. io li odio. ci puoi entrare da una sola parte e io ovviamente mi ritrovo sempre dalla parte opposta e mentre tutti sono seduti, io sono ancora lì a circumnavigare il tavolino.), aspetto che arrivi il prof p chi per esso e si presenta un sedicenne. what the..?! Sì. tutta la giornata è stata così. parlare e imparare da gente anche più piccola ma con più esperienza. ammettiamolo, noi italiani siamo tutti un po' viziati, andiamo a scuola e ci lamentiamo che non abbiamo soldi e aspettiamo che ci piovano dal cielo; qui non hai soldi, vai per strada a lavare le macchine o vendi cupcakes o ti fai pagare per dare fastidio alla gente. Qui funziona che se qualcosa non va, l' aggiusti. Probabilmente se parli del dualismo dell' uomo per Platone o della concezione mutevole dello spazio di Leonardo inizierebbero a sorridere ed annuire e pensare a ciambelle fritte e zuccherate; ma quando il drama club deve andare fuori città mica si dà la colpa ad Obama e nemmeno si va da mumy and daddy.. giù pesanti di fundraising! Evabbè ora però sta cosa sta diventando troppo seria, e poi mi deprimo. No ma prima di finire le cose serie: fettuccine alfredo. COS'E'?!?!? spiegaglielo che non è niente di italiano quella cosa bianca, scotta, molliccia. e boh. questo era un quattro quasi serio. e penso che posso anche finire con Summer Nights perchè ho appena preso un sacco di vestiti vintage molto Grease in una di quelle case dove vendono tutto anche i pezzi di tappezzeria e mettono tutto nel giardino di fronte a casa. come in Toy Story quando vendono Woody. credo.
pace e amore, lazy Italians!